Donare vestiti usati: come funziona Humana People to People

donare vestiti usati

In questo periodo dell’anno siamo tutti impegnati nel rituale cambio di stagione degli armadi. Per chi ha bambini è ancora più impegnativo, perché oltre alla stagione cambia anche la taglia.

Così, dopo aver pensato sospirando “come crescono in fretta i bambini”, ci chiediamo dove mettere i vestiti usati che non indosseranno più perché fuori misura.

Quello che tutti noi desideriamo è trovare una soluzione che sia semplice e comoda, ma che sia anche utile, ovvero che permetta di dare una nuova vita ai nostri capi usati.

Oggi vi racconto la mia esperienza con Humana People to People che ho avuto modo di conoscere durante una recente visita alla sede e al centro di smistamento di Pregnana milanese (MI).

Vi segnalo anche che dal 18 al 26 aprile 2017 in 168 punti vendita Z aderenti sono disponibili delle ecobox dove possiamo donare gli abiti che i bambini non indossano più. Riceveremo in cambio in buono sconto da utilizzare immediatamente (v. dettagli in fondo al post)

Humana

Chi è Humana People to People?

HUMANA People to People è un’organizzazione umanitaria, indipendente e laica. Fondata alla fine degli anni ‘70 in Danimarca, è impegnata nel Sud del mondo con progetti di sviluppo e in Italia con attività di ricaduta sociale locale. Più avanti in questo post vi racconto in dettaglio i progetti.

Il network internazionale HUMANA People to People è presente in 43 paesi, con circa 450 charity shops, 10.000 persone impiegate e oltre 800 programmi di sviluppo attivi, con circa 13 milioni di beneficiari.

Le iniziative di Humana People to People sono rese possibili soprattutto grazie alla raccolta d’indumenti usati. In Italia la raccolta è realizzata in collaborazione con quasi 1.200 Amministrazioni comunali, circa 50 partner, tra Consorzi e Utilities e alcune delle principali aziende della GDO.

contenitori per donare vestiti usati

Come avviene la raccolta di indumenti usati?

In Italia i contenitori Humana sono circa 5 mila, dotati di una basculante, con un divisorio antintrusione.

Sono chiaramente riconoscibili dalla presenza del logo HUMANA People to People e dalla presenza di tutti i riferimenti (indirizzo, mail e recapiti telefonici) dell’organizzazione. 

Riportano sui due lati un’illustrazione che spiega tutta la filiera di distribuzione dei capi donati. Sono presenti in 48 province, vengono svuotati 1-3 volte alla settimana, a seconda delle specifiche esigenze del territorio e in base alla stagionalità. Si tratta di un servizio gratuito di cui beneficiano circa 3 milioni di persone in Italia.

In Italia ogni anno vengono donati 60 milioni di capi, equivalenti a 20 mila tonnellate di materiale tessile.

Cosa si può donare a Humana?

Nei contenitori Humana possiamo conferire (in sacchetti ben chiusi): abiti, scarpe e sandali, borse e zaini, accessori d’abbigliamento (cappelli, cinture in pelle, stoffa, plastica o cuoio, foulard, sciarpe, mantelle), biancheria e tessuti per la casa.

Donare abiti usati: il risparmio ambientale

Donare i capi usati non significa solo dare loro una seconda vita ma anche limitare l’impatto ambientale generato dalla produzione di capi nuovi. La raccolta annuale di Humana (dati 2016) ad esempio permette di:

  • evitare 73 milioni di kg di emissioni di CO²
  • risparmiare 122 miliardi di litri d acqua
  • non utilizzare 6 milioni di kg di pesticidi
  • evitare l’impiego di 12 milioni di kg di fertilizzanti

centro di smistamento vestiti usati

Dove vanno i capi raccolti nei contenitori di Humana People to People?

Una parte degli abiti raccolti viene smistata, un’altra parte viene venduta come “originale”, cioè senza essere trattata, a grossisti selezionati. Niente viene gettato via, tutto viene valorizzato per finanziare i progetti umanitari.

Di seguito la filiera dei capi smistati.

Prima tappa: centro di smistamento

I capi raccolti vengono controllati uno per uno al centro di smistamento, che ho avuto modo di visitare. In media:

  • il 70% viene destinato al riutilizzo (attraverso la rete charity che vi spiego sotto)
  • il 30%, che non è riutilizzabile, viene venduto per essere riciclato e trasformato in nuova fibra. Humana pone grande attenzione nella scelta – dal punto di vista etico – dei clienti cui vendere i tessuti da riciclare. Il ricavato viene investito per i progetti di sviluppo locale in Africa.

Seconda tappa: il riutilizzo

I capi destinati al riutilizzo vengono così distribuiti:

  • i vestiti invernali e una parte dei vestiti estivi in buono stato sono venduti nei circa 450 Charity Shops di HUMANA in Europa. Questa scelta è voluta per ottimizzare il valore di ogni singolo capo donato. Il ricavato delle vendite viene investito in progetti di sviluppo in Africa. Alcuni shop si trovano anche in ItaliaA Milano e Roma ci sono anche due vintage shops e a Torino e a Roma ci sono altri 3 negozi solidali dedicati alla moda second hand (sito dedicato: www.humanavintage.it).

vintage shop vestiti usati

  • i vestiti estivi, selezionati sulla base di criteri climatico-culturali, vengono inviati alle associazioni consorelle di HUMANA in Africa. Qui i capi vengono venduti a  bassissimo costo a piccoli imprenditori locali, che possono a loro volta rivenderli localmente, creando un circolo virtuoso di impulso al mercato locale. Il ricavato delle vendite anche in questo caso viene investito in progetti umanitari attivi localmente.

jeans usati

Ma quindi Humana non dona niente?

Questo aspetto della filiera è molto importante da chiarire perché noi donatori spesso ci aspettiamo che i nostri capi vengano direttamente donati a chi ne ha bisogno e pensiamo che sia l’unica soluzione, o comunque quella più giusta.

Inizialmente fu proprio questa la scelta di Humana. Ma la richiesta del Presidente del Mozambico negli anni ‘80 stimolò l’associazione a cambiare il tipo di filiera: per evitare che si creasse un rapporto di dipendenza dalle donazioni, si decise quindi di valorizzare al massimo ogni donazione, creando un circolo virtuoso di stimolo all’imprenditoria locale.

I capi oggi vengono venduti (sempre a costi molto bassi) dalle associazioni consorelle di HUMANA ai commercianti locali in Africa, che in questo modo possono sviluppare una propria rete di vendita. Spesso intorno al “mercatino” dove i capi vengono venduti si crea un punto di aggregazione sociale ed economico che diventa occasione di vendita anche per altri commercianti.

Gli abiti sono donati solo in casi di emergenza. Anche in Italia HUMANA, in collaborazione con alcune associazioni del territorio, si occupa di distribuire kit solidali (abiti e accessori di igiene personale donati da alcune aziende partner) a persone e famiglie in difficoltà.

La trasparenza della filiera

Durante la mia visita presso il centro di smistamento di Humana ho anche saputo che attualmente la filiera di raccolta abiti dell’organizzazione è già certificata ISO 9001 (sistema Gestione Qualità) e ISO 14001 (Certificazione ambientale).

Vi suggerisco di vedere il video per capire in pochi secondi la dinamiche della filiera Humana che vi ho appena descritto. Inoltre qui trovate ogni approfondimento.

Progetti di sviluppo: dove, come, quanto

L’utile delle vendite degli indumenti usati, nelle modalità che vi ho descritto sopra, viene investito in progetti di cooperazione internazionale, principalmente in 7 paesi: Mozambico, Angola, Zambia, Zimbabwe, Repubblica Democratica del Congo, India e Malawi.

I progetti locali sono strutturati in quattro aree, sempre con un approccio di formazione/istruzione. Le 4 aree di intervento sono state definite coerentemente con gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite:

  • istruzione e formazione: da pre-school in poi, con particolare attenzione alle vocational schools (scuole professionali): 50,4% dei fondi, 24 progetti, 761 mila euro (dati 2015)
  • aiuto all’infanzia con l’obiettivo di rafforzare l’economia familiare e assistere i bambini orfani (v. progetto Childrens’ Town più sotto): 15,9% dei fondi, 11 progetti, 240mila euro (dati 2015)
  • prevenzione HIV e tutela della salute: 6,5% dei fondi, 97mila euro (2015). Attraverso i due programmi HOPE e TCE (Total Control of the Epidemic), gli operatori di HUMANA sensibilizzano le comunità locali su come prevenire la trasmissione del virus dell’ HIV/AIDS, malaria e tubercolosi e accompagnano nelle cure le persone contagiate.
  • agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare: formazione degli agricoltori al fine di massimizzare i risultati ed evitare effetti dannosi delle colture: 27,2% dei fondi, 412 mila euro (2015).

Sono tutti progetti molto interessanti e di grande ispirazione, vi consiglio di consultarli in dettaglio in questa sezione del sito Humana.

Childrens’ Town in Mozambico

Uno dei progetti che ho potuto conoscere durante la mia visita presso le sede Humana è Childrens’ Town in Mozambico dove HUMANA accoglie bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni in condizione di difficoltà (orfani, ragazzi di strada o senza il supporto della propria famiglia), assicurando loro cibo, cure, alloggio e istruzione.

Sono 50 i bambini residenti, ma è Children Town è anche un centro diurno per altri 420 bambini. Viene gestito direttamente da Humana, attraverso personale locale.

Oltre alla formazione di base si punta molto sulla formazione professionale (falegnameria, costruzione, piccola carpenteria, sartoria) e su attività sportive e ricreative (musica, danze tradizionali, pittura). Viene garantito anche il supporto psicologico per superare i traumi del passato.

La raccolta Humana in collaborazione con Z

In particolare vi segnalo che dal 18 al 26 aprile 2017 in 168 punti vendita Z aderenti sono disponibili delle ecobox dove possiamo donare gli abiti che i bambini non indossano più.

Donando da 1 a 5 capi abbiamo subito diritto a un buono sconto di 5 euro, spendibile sulla nuova collezione (a partire da 20 euro di acquisti), con più di 6 capi, il buono sconto è di 10 euro (a partire da 30 euro di acquisti).

L’intero ricavato della campagna, contribuirà ad aiutare i bambini orfani ospiti di Childrens’ Town gestito da HUMANA a Maputo, in Mozambico. La collaborazione tra Humana e Z si rinnova per il quarto anno ed ha permesso, negli anni scorsi, di raccogliere 45 mila kg di abiti usati (qui tutti i dettagli e risultati).

Per saperne di più

Riguardo a Raffaella-mamma (quasi) green

Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto.

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Commenti

  1. Cercando bene (ma neanche troppo) a Dakar si vedono tute da sci, giacche a vento, scarponcini da montagna….il tutto a pochissimo, e cosi compriamo e riportiamo in Italia quando rientriamo a Natale! 😉

  2. Gentile Lilla,
    HUMANA People to People Italia, grazie al proprio network internazionale, nel 2016 ha spedito capi d’abbigliamento alle associazioni consociate presenti in Angola, Mozambico, Zambia e Malawi.
    Grazie all’invio degli indumenti (quelli adeguati alla cultura e alle esigenze locali), in accordo con i governi dei paesi presso cui operiamo, noi di HUMANA riusciamo a promuovere l’economia locale, creando sviluppo e non mero assistenzialismo.
    La vendita effettuata, a prezzo davvero contenuti, dalle nostre consorelle in loco permette infatti di ottenere fondi da investire nei progetti di sviluppo di HUMANA. Non solo. Consente anche l’avvio di circuiti virtuosi, con benefici diretti sul territorio sia in termini di accesso a capi di buona qualità, sia in termini di generazione di reddito: i piccoli commercianti ottengono infatti risorse utilizzabili per sostenere la propria “famiglia allargata”.
    Ecco perché è così importante donare gli abiti che non si indossano più nei contenitori di HUMANA o portarli (dal 18 al 26 aprile) nei negozi Z aderenti all’iniziativa “Regalati la nuova collezione, riciclando i vecchi abiti” 

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