Il Parlamento francese ha approvato definitivamente il 23 giugno 2010 un provvedimento che vieta la produzione e la commercializzazione di biberon che contengono Bisfenolo A. L’entrata in vigore della nuova norma potrebbe però entrare in vigore solo  il 1 gennaio 2011, per dare la possibilità alle imprese di smaltire le scorte. L’altra novità è che il dibattito  sulla proposta di  vietare il Bisfenolo A in tutti  gli oggetti in plastica dura a contatto con il cibo è stato rimandato all’anno prossimo, quando la documentazione scientifica sarà più completa.

Per dovere di cronaca va detto che  provvedimenti simili sono già stati adottati nei mesi scorsi in Canada e Danimarca, mentre negli Usa  si vendono solo biberon senza Bisfenolo A. In Francia la Lega contro il cancro ha iniziato a raccogliere le firme per chiedere alle autorità sanitarie di rendere obbligatoria una dicitura  sulle etichette dei prodotti dove si evidenzia la presenza di Bisfenolo A. La lega sostiene che il policarbonato (plastica usata per i biberon e ricavata da catene di molecole di Bisfenolo A) quando viene sottoposto a calore  cede  Bisfenolo e per questo motivo si sconsiglia alle mamme di riscaldare il latte nei biberon. La cessione di molecole nocive ai prodotti alimentari si pone anche quando si riscalda a bagno maria una scatola di piselli in scatola o di carote o altri ortaggi. Le lattine di metallo infatti sono ricoperte all’interno di una sottile strato di Bisfenolo per evitare che il metallo trasferisca sapori e odori  al cibo (fonte: Roberto La Pira, Il Sole 24 ore)

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