Cambiare vita e aprire un agriturismo: la storia di Beatrice

Voglia di cambiare ne ho sempre, ma in questo periodo più che mai. Sono molto attirata dalle esperienze di altre persone che hanno cambiato vita.

Dopo avervi raccontato 100 modi per cambiare vita ed essere felici, oggi intervisto Beatrice, che dalla grigia e inquinata Milano si è trasferita in Maremma, dove gestisce un’azienda agricola, un agriturismo e vive con le sue bimbe a stretto contatto con la natura.

Ti sei trasferita da Milano alla Maremma per aprire un’azienda agricola…quali sono state le motivazioni alla base di questa scelta? 

Il mio trasferimento da Milano alla Maremma è stato graduale, fatto a piccoli passi e soprattutto passando da altre città. Ho conosciuto la Maremma durante gli anni dell’Università, venivo qui d’estate con il Dipartimento di Archeologia dell’Università Statale di Milano a lavorare a degli scavi archeologici a Sovana e da subito me ne sono innamorata.

Sono rimasta affascinata da questa terra con una natura così selvaggia e incontaminata, in cui il tempo sembrava essersi fermato ad almeno 50 anni prima, piena di testimonianze antiche e misteriose.

Ma il motivo che ha influito di più nella mia scelta di venire a vivere qui è stato il cuore, mi sono innamorata di un uomo che viveva qui, il padre delle mie figlie, con cui però non sto più.

podere argo

Prima di trasferirmi definitivamente in Maremma ho girato un po’ l’Europa, ho lavorato nel campo del management consulting a Madrid e poi a Londra, ho studiato 3 anni a Parigi dove ho preso una specializzazione in Egittologia all’Ecole Pratique des Hautes Etudes e ho iniziato un dottorato che non ho finito. Ho avuto anche la fortuna di partecipare a più campagne di scavo della Tomba di Harwa a Luxor in Egitto.

Solo con la nascita della mia prima figlia Viola ho deciso di fermarmi e di trasferirmi definitivamente in Maremma, di vivere in un podere in campagna e in seguito di aprire un’azienda agricola biologica e un agriturismo.

Quali sono stati i benefici di lasciare la città?

Il beneficio per me più grande è quello di vivere in mezzo al verde, alla natura e agli animali, a stretto contatto con i cicli della terra e delle stagioni.

Quello che amo di più della mia vita qui e ciò per cui ritengo di essere una persona molto fortunata è quello di avere tanto spazio a disposizione intorno a me. Non essere costretta in pochi metri quadrati, ma guardare fuori dalla mia finestra e avere il privilegio di lasciar correre libero lo sguardo in mezzo ad alberi, colline, boschi, campi, senza limiti, costrizioni, questo è secondo me il più grande lusso della vita in campagna, la libertà.

La prima volte che Viola e Ambra, le mie figlie, sono state a Milano sono rimaste colpite del fatto che in città le case sono tutte appiccicate una con l’altra, senza spazio, senza verde, e mi hanno chiesto come le persone potessero vivere in quel modo!

Un altro beneficio è sicuramente la possibilità di coltivare la terra, allevare animali, noi alleviamo galline e api, e autoprodurre la maggior parte di ciò che consumiamo.

Vivere in mezzo alla campagna in Maremma vuol dire anche essere circondata da contadini veri, che hanno sempre abitato qui, persone di una volta, autentiche, che seguono ancora tradizioni antiche, che seguono i cicli lunari, le calende, guardando il cielo e sentendo il vento sanno predire che tempo farà.

Persone che hanno il desiderio e il tempo di condividere con te il loro passato, la loro storia, la loro esperienza, la loro saggezza, persone da cui imparare tantissimo.

Questa è forse la mia più grande fortuna e ciò che mi ha permesso di diventare “contadina”, senza il loro aiuto e il loro sostegno non ce l’avrei fatta anche se comunque ancora tanto devo imparare.

Come si fa a trovare il coraggio di cambiare vita?

Con un pizzico d’incoscienza, senza pensarci troppo, semplicemente seguendo il proprio cuore e i propri sogni, inseguendo la felicità. Con il piacere di rimettersi in gioco, di dovere imparare tutto da capo e soprattutto con tanta passione e amore.

Sicuramente non sono tutte rose e fiori, non è sempre facile, ma se si ama ciò che si fa si riescono a superare anche gli ostacoli e le difficoltà.

Come ti sei organizzata per “mollare tutto” e ricominciare?

Come ho già detto prima il mio è stato un cambiamento graduale, mentre ero in giro lavorando e studiando ho gettato le basi di quello che sarebbe stato il mio cambiamento di vita. Ho comprato un podere che a poco a poco ho ristrutturato e poi dopo la nascita delle mie figlie ho deciso di iniziare una nuova attività.

Cosa ti manca della grande città?

Mi capita molto di rado di sentire la mancanza della città e di Milano. Quello che mi manca a volte è di non avere la mia famiglia vicina, i miei genitori, le mie sorelle e i miei nipoti. Mi mancano anche le mie amicizie d’infanzia con cui comunque riesco a mantenere i contatti a distanza.

Quello che manca qui sono sicuramente i grandi musei, le mostre, le grandi biblioteche, i teatri oppure andare per negozi a fare shopping.

Per queste cose non rinuncerei comunque alla mia terra e alla natura che mi accompagna in ogni momento della giornata, ai miei vicini con cui ormai siamo diventati come una grande famiglia, condividiamo tutto ciò che abbiamo, ci aiutiamo a vicenda, ci scambiamo il cibo, ci frequentiamo talmente tanto che quando, vado via, dicono di sentirsi persi.

Una o due volte all’anno vado a Milano a trovare la mia famiglia e a immergermi nella vita cittadina, mi fa piacere, ma dopo un po’ di giorni sono contenta di tornare a casa.

Quando hai cambiato vita eri già mamma? Quali pensieri hai fatto per il futuro della tua famiglia?

Quando ho deciso di cambiare vita non ero ancora mamma, ma stavo progettando di mettere su una famiglia. Ho sempre sognato di fare nascere e crescere le mie figlie in campagna, a stretto contatto con la natura, a respirare aria buona, con tanto spazio fuori per poter giocare, correre, muoversi, esplorare.

E’ così che ho iniziato a coltivare un orto e ad auto produrre e riciclare gran parte delle cose che consumiamo. Da lì ad aprire un’azienda agricola biologica il passo è stato breve.

Come si svolge la tua giornata tipica?

La mia giornata tipica qui in campagna è molto condizionata dalle stagioni.

D’inverno inizia molto presto, prima delle sette, mi occupo di Viola e Ambra, le solite cose da mamma: la colazione, portarle a scuola che qui dista 17 km, poi di solito trovandomi in paese sbrigo tutte le commissioni per la casa, per l’azienda e la tanta burocrazia che implica. Poi torno a casa e dopo aver dato da mangiare e da bere a tutti gli animali: cani, gatti e galline, inizio davvero a lavorare.

Se ci sono degli ospiti all’agriturismo mi occupo di loro, preparo la colazione e li consiglio su cosa visitare. In inverno il lavoro in campagna è ridotto: qualche lavoro nell’orto, il giardino, nuovi alberi e piante da mettere a terra e la manutenzione e preparazione di tutti gli attrezzi che riguardano le api. In questo periodo lavoro di più dentro casa, al computer, scrivendo sul mio blog, progettando nuove semine, nuovi prodotti, promuovendo il mio agriturismo.

Spesso vado a trovare i miei vicini per farmi consigliare su coltivazioni e ricette. Cerco di fare tutto prima che Viola e Ambra ritornano da scuola alle quattro, non sempre ce la faccio, così da avere del tempo da dedicargli per svolgere le attività extrascolastiche, per fare passeggiate, cucinare o attività creative e di riciclo. Ceniamo alle 8 e dopo che vanno a dormire io continuo a lavorare ancora un po’ al computer.

Dalla primavera in poi invece il lavoro aumenta in modo esponenziale: l’orto, le semine, la lavanda, le api, il giardino, l’agriturismo, ecc. a volte non so davvero dove girarmi.

Cerco comunque dei piccoli spazi per fare delle gite con le bimbe: al lago di Bolsena, al mare dell’Argentario o alle terme di Sorano o di Saturnia, sul monte Amiata, a visitare il Giardino dei Tarocchi o il Giardino di Daniel Spoerri.

La Maremma è una terra talmente ricca di posti meravigliosi che pur lavorando mi sembra sempre di essere in vacanza.

Quali sono le green.itudini della tua vita quotidiana?

Cerco nel limite del possibile di mangiare principalmente i nostri prodotti: verdure del’orto, frutta nostra o dei nostri vicini. Uova delle nostre galline, il nostro miele. Pane fatto in casa con la pasta madre. Dolci fatti in casa, marmellate, sughi, conserve, tisane, erbe aromatiche, oleoliti, creme e oli tutti autoprodotti. Mi piace anche riciclare i vecchi oggetti, mobili o materiali per divertirmi con le mie bimbe in attività creative.

Quali sono invece le green.itudini che proprio non riesci proprio a seguire?

Non sono perfetta e a volte per mancanza di tempo anche noi trasgrediamo con qualche merendina, cibo confezionato, nutella, pizza take away, ecc. ecc.

Usi prodotti biologici per te e/o per il resto della famiglia?

Cerco di utilizzare prodotti biologici per me e per le mie figlie. Detersivi autoprodotti a base di aceto e lavanda, che io adoro. Ci curiamo principalmente con l’omeopatia e con prodotti naturali come il miele, la propoli e tisane di erbe aromatiche di nostra produzione. I cosmetici sono autoprodotti da me.

Puoi suggerire ai lettori di BabyGreen la tua personale eco-dritta?

Dare la possibilità ai bambini di giocare con la terra, di avere uno stretto contatto con la natura, con i suoi ritmi e con tutte le sue meraviglie.

Insegnare loro a seminare, coltivare e far loro sporcare le mani, il corpo e i vestiti. Insegnare loro fin da piccoli a mangiare tanta frutta e tanta verdura. Evitare per quanto possibile di dargli medicine e antibiotici cercando invece di prevenire con l’omeopatia e i rimedi naturali.

Progetti per il futuro?

Ho sempre tantissimi nuovi progetti in testa, nuove idee che spero, prima o poi, di riuscire a realizzare, almeno in parte. Sogno da tanto di avere degli asini, degli animali che io adoro, e delle pecore.

Costruire una casa sull’albero, una casa di paglia e una yurta.

Creare una linea di saponi e creme per bambini a base di lavanda. Un progetto a breve termine è quello di realizzare un orto sinergico e di organizzare corsi di estetica naturale e di panificazione con la pasta madre.

Un altro progetto è quello di aprire un altro blog su un’altra mia grande passione, l’Antico Egitto!

Grazie Beatrice!

Riguardo a Raffaella-mamma (quasi) green

Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto.

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Commenti

  1. Grazie a te Raffaella <3 <3 <3

  2. Che bello sentir parlar bene del luogo in cui sono nata e in cui adesso sono tornata! Noi maremmani spesso scappiamo da questa provincia che ci sta un pò stretta, poi torniamo e continuiamo a non apprezzare in pieno ciò che abbiamo. Adesso che però ho un bambino sono felice che possa crescere qui, in questo clima mite, dove l’inverno dura un attimo, vicino alle onde del mare e ai boschi della montagna. grazie Beatrice di avermi ricordato quanto sono fortunata, perché spesso me lo dimentico…
    Un grande in bocca al lupo per i tuoi progetti, appena organizzi qualche “evento” pubblico ti verremo a trovare!

  3. silvana gainotti dice:

    Bellisima storia di vita vissuta! E ricordo ancora le prime tue condivisioni in proposito, cara Bea. Ce l’hai fatta e riuscire a far succedere quel che si vuole che accada è SUCCESSO vero! complimenti. Silvana

  4. monica orengo dice:

    bella la tua storia Beatrice! anche io dopo l’univeristà a Genova ho deciso di ritornare alle origini in quanto io già provengo da una famiglia contadina e tra lo stupore dei miei genitori che si immaginavano chissà quale avvenire per me ho deciso di aprire un agriturismo. Oramai sono passati dieci anni, due bambine e un marito e mai una volta mi sono pentita della mia scelta, anzi penso che sia il lavoro più bello del mondo!!!

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